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Il futuro del mercato immobiliare tra efficienza energetica e nuove opportunità

Da una recente indagine, condotta da Enea con l’Istituto per la Competitività (I-Com) e la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (Fiaip), emergono due segnali incoraggianti: l’80% delle transazioni immobiliari del 2019 ha riguardato immobili di classi energetiche A o B e, per quanto riguarda le ristrutturazioni, la quota degli immobili più efficienti è passata dal 22% del 2018 al 36% del 2019 con una forte riduzione delle compravendite degli edifici in classe energetica G, la più scadente. Questa tendenza sempre più marcata evidenzia un’attenzione crescente verso l’efficienza energetica che si traduce in una domanda-offerta sempre più qualificata e in linea con gli standard imposti per legge.  “L’efficienza energetica sembra affermarsi come un elemento sempre più indispensabile per l’offerta immobiliare, almeno per alcuni segmenti di mercato” ha affermato il Vicepresidente dell’Istituto per la Competitività Franco D’Amore. “Tuttavia su questa dinamica sostanzialmente positiva non possiamo però sottacere le preoccupanti incognite gettate dal mutato orizzonte a causa della pandemia di Covid-19. Al momento non esiste una chiara visione. A questo proposito, molto dipenderà dalla durata e dell’intensità delle misure restrittive adottate e dagli strumenti messi in campo per l’uscita dall’inevitabile crisi economica che si è innescata”. Allo stesso tempo ha però rimarcato come “le mutate esigenze abitative, con il ripensamento in termini di multifunzionalità e versatilità degli spazi domestici, potranno giocare un importante ruolo nella mobilitazione di investimenti per una ristrutturazione di qualità degli immobili residenziali ed includere, in maniera sinergica, interventi di riqualificazione energetica profondi”.

Alessandro Federici, Responsabile Enea del monitoraggio delle politiche per l’efficienza energetica, ha ribadito che sarà necessario tenere conto di questo cambiamento comportamentale degli utenti finali per  “porre ancora più attenzione in futuro a queste complesse dinamiche, supportate e favorite da adeguati strumenti di policy e meccanismi di incentivazione, che dovranno essere strutturali almeno nel medio periodo, in modo da permettere una pianificazione pluriennale degli investimenti da parte di tutti gli stakeholder coinvolti. Il tutto per orientare sempre più la domanda verso interventi di ristrutturazione profonda degli edifici condominiali, a cui fanno riferimento molte delle abitazioni ricadenti nelle zone semiperiferiche, periferiche e di estrema periferia che abbiamo visto avere performance energetiche ancora particolarmente scadenti”.

In particolare questa emergenza nazionale ha evidenziato come sia più che mai necessaria una strategia a medio e lungo termine orientata alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica che rafforzi gli attuali incentivi fiscali con nuovi interventi finalizzati al potenziamento del settore che ha ancora ampio margine di intervento considerando che il 75% del patrimonio immobiliare abitativo italiano, ovvero 9 milioni di edifici, è in classe G.

Sicuramente la possibilità di cedere il credito fiscale generato dall’Ecobonus è in quest’ottica un’ottima opportunità che Fresia Alluminio  ha saputo sviluppare con una proposta quanto mai interessante, ma servono altre manovre di supporto che varie associazioni di categoria hanno  delineato: prolungamento dei termini per la cessione dell’Ecobonus al 2023, tanto in ambito condominiale quanto in quello residenziale, aumento dell’aliquota per la cessione di Ecobonus e Sismabonus al 100% o 90%, semplificazione del quadro normativo e delle agevolazioni, soprattutto per gli interventi di riqualificazione dei condomini, eliminazione della ritenuta d’acconto dell’8% sui bonifici per la ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica o perlomeno ripristino del previgente 4%.

Le idee non mancano e soprattutto le opportunità: questa difficile situazione deve diventare l’occasione per dare maggiore impulso al settore delle costruzioni e dell’efficientamento energetico che possono diventare un potente volano di investimenti ad ampio raggio per costruire un Paese più moderno e sostenibile.
facciata edificio anni '60
1 maggio 2020

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