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Contratto di lavoro CCNL in fattura

Bonus Edilizi: contratto di lavoro CCNL edile in fattura?
Facciamo un po' di chiarezza

I legislatori, supportati e affiancati da ANCE e dai sindacati di categoria, hanno dato un ulteriore giro di vite alla disciplina dei BONUS, in modo da contrastare, nel mondo dell’edilizia privata, la prassi di molte imprese di avvalersi di manodopera a partita IVA, aggirando l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) del settore edile e generando di fatto numerose situazioni di scarsa tutela per la sicurezza dei lavoratori.

Con il DECRETO-LEGGE 27 gennaio 2022, n. 4 (Decreto Sostegni Ter), convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2022, n. 25, il legislatore ha introdotto il nuovo art. 28-quater (Disposizioni in materia di  benefici  normativi  e contributivi  e  applicazione  dei  contratti  collettivi  e  per  il miglioramento dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro), che, “…al fine di assicurare una formazione adeguata in  materia  di  salute  e sicurezza, nonché di incrementare i livelli di sicurezza nei  luoghi di  lavoro…”, ha inserito il comma 43-bis all'articolo 1  della  legge  30  dicembre 2021, n. 234 (Legge di Bilancio 2022), il quale sostanzialmente stabilisce che, per il lavori edili di importo superiore a 70.000 euro avviati successivamente alla data del 27 maggio 2022, nell’ambito degli incentivi generati dal Decreto Rilancio legati al Superbonus 110% (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito,  con  modificazioni, dalla  legge  17  luglio  2020,  n.  77) ed a tutti gli altri Bonus, è necessario applicare, da parte dei datori di lavoro, i contratti collettivi del settore edile, nazionale e territoriali.

Serramentisti

 

Nella fattispecie il contratto collettivo applicato, indicato   nell'atto   di affidamento dei lavori, deve essere riportato nelle relative fatture emesse alle quali viene applicato il visto di conformità da parte dei soggetti responsabili dell’assistenza fiscale. Questi ultimi sono quindi tenuti a verificare la presenza dell’indicazione del contratto collettivo edile applicato.

I lavori edili che rientrano nell’efficacia della norma, sono quelli indicati nell’allegato X al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, tra cui figurano “…i lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali…”.

L'ultima modifica al cosiddetto "Decreto Taglia Prezzi" (Decreto Legge 21 marzo 2022, n.21, convertito con modificazioni dalla L.20 maggio 2022, n.51) 
rivela quanto sia esteso l’ambito applicativo, poiché riguarderà tutti i casi in cui ci siano opere (edili e non edili), il cui importo “risulti complessivamente superiore a 70.000 €”. Bisognerà quindi sommare tutte le opere edili e non edili, che concorreranno all’importo a tutti gli effetti.

Cerchiamo però di fare un po’ di chiarezza, anche grazie alle FAQ tecnico/operative emesse dalla CNCE (Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili) con la comunicazione 812 del 3 maggio 2022. Qui la CNCE chiarisce che l’indicazione in fattura riguarderà le imprese edili.

  • Le imprese che effettuano lavori edili in un cantiere soggetto ad esempio a Superbonus 110% dovranno applicare uno dei contratti dell’edilizia ed indicarlo.

  • Le imprese che effettuano dei lavori non edili nell’ambito dello stesso cantiere e che quindi applicano un contratto diverso, ad esempio quello dei metalmeccanici, non saranno tenute ad indicare in fattura il contratto.

  • Se l’impresa che effettua lavori non edili (per esempio impianti) si avvale di un subappaltatore per delle opere murarie connesse ai propri lavori, per quella parte delle opere sarà necessario indicare in fattura il contratto dell’edilizia applicato.

Nel caso specifico della fornitura e posa dei serramenti all’interno di un cantiere Superbonus 110%, CNCE ha dato delle indicazioni ancora più precise:

  • se l’impresa che effettua la fornitura e posa in opera dei serramenti applica un contratto diverso da quello dell’edilizia, per esempio quello dei metalmeccanici, non sarà tenuta ad applicare i contratti dell’edilizia.

Caso diverso invece quello in cui l’impresa che svolge i lavori edili decida di acquistare la fornitura dei serramenti e montarli attraverso le sue maestranze, oppure di subappaltare la sola posa in opera ad uno specifico posatore.

  • In queste due situazioni l’attività di montaggio dei serramenti rientrerà nell’ambito dei lavori edili dell’Allegato X al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, “…con conseguente rilevanza della relativa manodopera ai fini dell’istituto della congruità e rilevando, altresì, il costo della fornitura del materiale (serramenti ricevuti dall’impresa non edile) nel costo dei lavori edili.

 

1 giugno 2022