Riqualificazione globale: intervista all'Ing. Graffi
D. Cosa si intende quindi per riqualificazione globale?
D. Come funziona la detrazione per quanto riguarda la riqualificazione energetica?
D. Ci sono documenti tecnici che l’Enea richiede?
R. Oltre alla comunicazione appena indicata, il cliente deve conservare con cura: copia di bonifici e fatture, l’asseverazione firmata da un tecnico abilitato, l’APE (attestato di prestazione energetica) dell’intero condominio, nel caso si possa accedere al 75% di detrazione, e un APE per ciascun appartamento che debba accedere alla detrazione, pratiche e permessi comunali e schede o certificati dei materiali.
D. Un privato potrebbe essere in grado di gestire l’invio della documentazione all’Enea?
D. Un privato da solo potrebbe farlo per conto suo?

D. La diagnosi energetica può aiutare a ridurre anche le controversie all’interno del condominio?
R.: Per certi versi sì. Gli interventi di riqualificazione, proposti all’interno della diagnosi energetica, hanno l’utilità, oltre a dare un risparmio energetico al condominio, anche di cercare di ridurre lo squilibrio tra i consumi. Può capitare, soprattutto in condomìni molto alti, che gli inquilini degli appartamenti dell’ultimo piano e del piano terra, si trovino a pagare quasi il doppio rispetto a quando non avevano valvole o ripartitori. La legge vieta l’applicazione di qualsiasi fattore correttivo o di ponderazione. L’unico modo per equilibrare i consumi e quindi limitare le contestazioni, è quella di effettuare delle riqualificazioni anche minime sull’involucro edilizio. Sono interventi che possono essere deliberati e pagati a livello condominiale.
D. Sono interventi condominiali detraibili almeno al 65%?
D. A parte i condomìni, anche le aziende possono usufruire di questo tipo di detrazioni con la riqualificazione globale?

D. Quali sono gli interventi che possono essere fatti contestualmente agli infissi per accedere a questo tipo di detrazione?
D. Per quanto riguarda i capannoni, che spesso sono degli anni ’70 con palazzine uffici molto vetrate rispetto alla parte produttiva, la sostituzione dei serramenti e dell’impianto di riscaldamento, rientra negli interventi di riqualificazione globale?
D. Ci sono previsioni di riconferma delle detrazioni per il 2019?
R. Purtroppo in Italia siamo stati abituati ad avere conferme e rettifiche della normativa relativa alla detrazioni fiscale solo alla fine dell’anno. Questo non aiuta ad effettuare una programmazione degli interventi importanti su più anni. Tuttavia le detrazioni fiscali per i condomìni sono ad oggi confermate fino al 2021. L’Italia ha degli obblighi nei confronti dell’Europa di raggiungimento di alcuni obiettivi energetici ed è importante che la politica non disattenda tali impegni, in quanto portano ad ottenere un evidente beneficio ambientale e costituiscono un importante volano economico per l’edilizia e per le imprese che ci lavorano.
D. C’è anche una data da parte dell’Europa?
R. La legislazione Italiana ha emanato una serie di norme che rappresentano l’attuazione della direttiva Europea 2012/27/UE del 25 ottobre 2012 che ha l’obiettivo principale relativo all’efficienza energetica del 20% entro il 2020.
D. Quanto è importante informare sulla riqualificazione globale anche gli addetti ai lavori?
R. E’ molto importante che l’utenza sia informata sui problemi del proprio edificio e sugli interventi che è consigliabile effettuare. Ad esempio a volte ci sono degli edifici che devono semplicemente ripristinare la facciata. Si può dimostrare che all’interno delle lavorazioni comunque necessarie, come ponteggi, pratiche comunali e manodopera, sia possibile aggiungere anche la posa del cappotto, in quanto rappresenta un costo minimo nella totalità dell’opera anche grazie all’aumento dell’aliquota di detrazione che passerebbe dal 50% al 65%.
Per questo la diagnosi energetica, redatta da un professionista, non deve essere un documento che finisce in un cassetto, ma è necessario, come prevede la norma, che venga presentata alla committenza in occasione di un’assemblea di condominio, durante la quale saranno forniti ai condòmini gli strumenti per poterla leggere in modo che comprendano quali interventi siano da fare e con quale priorità. In questo modo sarà possibile anche prevedere un piano di intervento a fasi successive su più anni senza dover magari intervenire per affrontare delle emergenze inaspettate e sicuramente più costose. In questo momento esiste la possibilità di avere importanti agevolazioni fiscali che, in abbinamento a dei finanziamenti, permettono di intervenire sul proprio edificio volontariamente; purtroppo non ho la sfera magica per prevedere il futuro ma è probabile che fra due o tre anni, quando ci avvicineremo al 2020, quegli interventi che adesso sono incentivati potrebbero diventare obbligatori. Inoltre, anche se può sembrare una banalità, prima si investe e prima sarà possibile ottenere il risparmio energetico ed economico ricercato.
D. In che modo ognuno di noi può contribuire a ridurre i consumi?
R. L’obbligo della contabilizzazione del calore ha sicuramente portato alcuni squilibri all’interno dei condomìni, ma ha contribuito a sensibilizzare gli utenti alla corretta regolazione all’interno degli appartamenti. Non è più possibile, come accadeva prima, che in alcuni appartamenti in pieno inverno fossero presenti 26°C e con le finestre aperte. Era veramente come buttare energia (e soldi) fuori dalla finestra. Adesso gli utenti sono sicuramente più attenti e magari invece di stare in maniche corte indossano un maglioncino ad una temperatura di 20-21°C , considerando che ogni grado in meno in casa corrisponde, circa, a un 6% di energia risparmiata. Abbiamo parlato di interventi condominiali ma ciascun condòmino può intervenire personalmente nella sostituzione dei propri serramenti ottenendo un importante riduzione nei consumi volontari. Il risparmio energetico si fa anche così.
