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Diagnosi energetica: intervista all'Ing. Graffi

D. Buongiorno Ing. Graffi: iniziamo chiedendole di raccontarci qualcosa su di lei e sulla sua società

R. Sono Roberto Graffi, titolare insieme a Martina Campobenedetto, della Graffi Green Space, una società di ingegneria con sede ad Avigliana. Siamo due soci e abbiamo 5 collaboratori in ufficio che ci aiutano su diversi campi dell’ingegneria. Siamo specializzati in impiantistica, riqualificazione energetica e tutto ciò che è inerente all’energia rinnovabile. Ultimamente ci siamo specializzati nella diagnosi energetica per i condomìni anche grazie all’obbligo dell’installazione delle valvole termostatiche e della ripartizione del calore.

D: La diagnosi energetica per i condomìni è obbligatoria?

R. Per i condomìni la Diagnosi Energetica non è formalmente obbligatoria ma, a seguito dell’introduzione del D.lgs. 102 del 2014, è obbligatoria dal 2014, per i condomìni con impianto centralizzato, l’installazione di un sistema di ripartizione e contabilizzazione del calore: ogni appartamento deve pagare per l’effettivo consumo, oltre a una quota involontaria, come se avesse un riscaldamento autonomo. La normativa tecnica, che è obbligatorio utilizzare, per fare le cose a regola d’arte, e che è divenuta cogente, perché citata nel Decreto Legislativo 102, è la UNI 10200:2018. C’era inizialmente una versione del 2015 che si è applicata fino a pochi giorni fa. Da un mese a questa parte è entrata in vigore questa nuova normativa che ha implementato alcune modifiche, non sostanziali ma abbastanza importanti, nel sistema di ripartizione del calore.

D. In che modo viene coinvolta la diagnosi energetica?

R. La norma UNI 10200 prevede che venga effettuato un progetto per la contabilizzazione e ripartizione del calore. Lo strumento per arrivare ai risultati richiesti è di fatto la diagnosi energetica. E’ necessario effettuare una modellazione matematica ed energetica dell’edificio con il calcolo del fabbisogno di ciascun appartamento e questo deve essere fatto per legge. Dall’amministratore raccogliamo la documentazione planimetrica e impiantistica, i consumi storici ed eventuali indicazioni di interventi già eseguiti; con i miei collaboratori procediamo nel rilievo in tutti gli appartamenti, in centrale termica negli scantinati e nel sottotetto o copertura. Durante i rilievi vengono raccolte le caratteristiche impiantistiche, e delle strutture opache e trasparenti facenti parte l’involucro edilizio. In ufficio procediamo con la modellazione energetica ed economica con un software certificato e facciamo i calcoli necessari. Ripeto: la diagnosi energetica diventa obbligatoria perché è lo strumento necessario per fare i calcoli e ottenere i risultati previsti dalla legislazione. Una volta che un tecnico ha già modellizzato l’edificio, sa quanto consuma, quali sono i problemi riscontrati, è secondo me professionalmente ed eticamente corretto consigliare anche delle soluzioni ed interventi migliorativi.

D. Quindi voi offrite non solo la diagnosi ma anche “la cura” con i relativi interventi?

R. Esatto, sappiamo quali sono i problemi ma anche come risolverli e quali strumenti utilizzare. Noi dividiamo la diagnosi in due parti: una parte è il progetto UNI 10200:2018 e un’altra parte parla dei problemi energetici, quali sono gli strumenti per risolverli, quanto costa risolverli e in quanto tempo si ha il rientro economico.

D. Nella diagnosi è presente quindi anche il calcolo dei tempi per rientrare dell’investimento?

R. Certo, l’utente deve sapere che paga una certa cifra per fare un intervento di riqualificazione ma anche che il costo delle spese di riscaldamento diminuiranno e che, nella maggior parte dei casi, avrà un rientro grazie alla detrazione fiscale che per i condomìni può arrivare fino al 75%. Prepariamo un prospetto economico e dimostriamo che, per gli interventi proposti, con detrazione fiscale e risparmio energetico, il ritorno economico dell’investimento avviene in un tempo inferiore ai 10 anni. Da lì in poi si ha il risparmio effettivo. A volte viene fatta invece una proposta di un intervento finanziato da una banca o una ESCo in cui si dimostra, sempre attraverso un conto economico, che l’utente può effettuare gli interventi finanziati senza anticipare alcuna cifra. La rata, che verrà pagata, sarà coperta dal risparmio energetico più la detrazione fiscale mantenendo praticamente il medesimo esborso annuale che aveva prima degli interventi, però si trova l’edificio riqualificato. Normalmente si cerca di procurare un mutuo chirografario ovvero senza ipoteca o firma di nessuno. Ciò che garantisce la solvibilità è proprio la diagnosi energetica firmata da un professionista.

D. Quindi in un certo senso la garanzia è la solvibilità dei condòmini?

R. Esatto, i condòmini, tra risparmio energetico, detrazione fiscale e rata, si troveranno a pagare all’incirca un importo equivalente alla bolletta che hanno sempre pagato. Questa è la garanzia della solvibilità del condominio. L’utente può fare questo tipo di interventi, pagare la stessa bolletta per un certo numero di anni e, in genere dal 6°/7° anno, iniziare a risparmiare. Inoltre, risultando a posto con la normativa, non si rischiano sanzioni e può aumentare la classe energetica dell’appartamento. Tutte le agenzie immobiliari sono obbligate per legge ad indicare la classe energetica anche solo per pubblicare un annuncio immobiliare. Proprio come è già accaduto per gli elettrodomestici, come ad esempio frigoriferi e televisori, gli utenti sono diventati più sensibili a guardare le varie classi in termini di risparmio energetico e per le spese di riscaldamento.

La diagnosi energetica dei condomini

D. I vostri interlocutori sono anche gli amministratori di condominio?

R. Noi, come società, lavoriamo con gli amministratori, con i privati, con le società di vendita dell’energia o con le ditte installatrici. Siamo una società di consulenza e progettazione per cui lavoriamo con chiunque abbia bisogno dei nostri servizi.

D. Il discorso della diagnosi riguarda solo il riscaldamento o anche il raffrescamento?

R. Questa è una delle novità introdotte dalla Norma Uni 10200-2018: fino a pochi mesi fa si parlava solo di nuovi millesimi di fabbisogno e di sistema di ripartizione per la sola climatizzazione invernale e per l’acqua calda sanitaria. Dal 2018 invece è stata introdotta anche la climatizzazione estiva. Quindi, negli edifici dove è presente anche il raffrescamento, dovranno essere forniti opportune indicazioni in merito a questa utenza.

D. Il discorso dei sistemi oscuranti può essere incluso in questo ragionamento?

R. Sì, nella valutazione delle prestazioni energetiche dell’edificio e del modello matematico su cui viene fatta la diagnosi energetica, se ne tiene conto in conformità alla norma tecnica UNI 11300 parte 1.

D. Che tipo di soluzione proponete che includa anche i serramenti?

R. In generale all’interno della diagnosi proponiamo interventi che possano essere deliberati a livello condominiale sulle parti comuni, ma sottolineiamo chiaramente che, per il singolo alloggio, è molto efficace sostituire i propri serramenti, in modo da trarne un beneficio molto importante sul consumo volontario. La quota volontaria delle spese di riscaldamento generalmente supera il 70% dell’intera spesa energetica. È impossibile generalizzare, in quanto dipende da molteplici fattori, ma in alcuni casi la sostituzione degli infissi può addirittura dimezzare le dispersioni dell’alloggio.

D. Facendo la diagnosi per ogni singolo appartamento viene sempre indicato che tipo di serramento è presente?

R. Sì, i tecnici devono rilevare, per ogni appartamento, se è ancora presente un serramento originale, come ad esempio in legno con vetro singolo, oppure se sono stati cambiati più di recente, e in questo caso si raccolgono le certificazioni che vengono inserite nel modello matematico.

D. Vi capita spesso che ci siano ancora serramenti da cambiare?

R. Dalla mia personale esperienza di rilievi sul parco condominiale torinese, posso affermare che la maggior parte dei serramenti sono ancora originali o comunque di età superiore ai 15 anni. Alcuni utenti più sensibili lo hanno fatto magari a fronte della ristrutturazione di un appartamento. Come già accennato in precedenza il peso dell’investimento economico può essere notevolmente attenuato trovando la corretta formula tra finanziamento, risparmio energetico e detrazione fiscale.

D. A livello condominiale il serramento rientra nelle detrazioni del 65%?

R. La sostituzione dei serramenti può normalmente godere della detrazione del 50% ma può arrivare anche al 70% o 75% se facenti parte di interventi  che interessino l'involucro dell'edificio per una sufficiente  superficie disperdente lorda.

TO BE CONTINUED...

Ing. Roberto Graffi